Sommario Scegliere la persona "sbagliata" non è una semplice svista gestionale, è un’emorragia finanziaria che costa fino al doppio della RAL annua della risorsa inserita. Molti imprenditori si affidano ancora all'intuito, convinti che un pranzo o una stretta di mano bastino per giudicare un candidato. La realtà dei fatti è ben diversa. In questo articolo decostruiamo il mito del "presentimento" nella selezione del personale. Vedremo come l'integrazione tra filtro umano d'esperienza e strumenti psicometrici scientifici permetta di rilevare la dissonanza cognitiva nei candidati, proteggendo il valore aziendale e garantendo un inserimento di successo.
"Il valore di un'azienda si misura con l'importanza che essa dà alle persone che la animano" (R. Sibilia)